Archive for the 'musica' Category

Published by lucalosvizzero on 16 Jun 2009

Pc-Fi: Yes we can (I parte)

Si può ascoltare la musica in “alta fedeltà” usando il computer come sorgente da collegare all’impianto stereo? Sino a poco tempo fa avrei detto di no a causa della bassa qualità del suono in uscita dalla scheda audio, poi però, leggendo articoli interessanti, in particolare nel forum di Ubuntu (very thanx ad Alessandro Pedarra), mi sono dovuto ricredere.

Vi avverto sin da ora che i fattori in gioco sono davvero tanti ed alcuni mi tocca approfondirli: cercherò di annoiarvi il “giusto”, diciamo in due puntate, oggi parliamo dell’”hardware”.

Sulla comodità del computer come jukebox direi che non ci sono dubbi: è il sogno di qualsiasi appassionato avere tutta la collezione musicale a portata di un unico click, senza contare poi le copertine, i titoli, i testi, le info dei concerti, le biografie e le comode playlist.

In passato avevo collegato l’uscita analogica della mia scheda audio (ad esempio quella che va ai diffusori per capirci), una Terratec DMX 6fire 24/96, all’ingresso AUX dell’amplificatore dello stereo ma, nonostante il prodotto fosse ai suoi tempi uno dei migliori, riscontravo problemi molto fastidiosi come l’alto rumore di fondo ed il suono sbilanciato specialmente sulle medie frequenze. La causa è da imputarsi alla qualità dei componenti (non pensati per l’hi-fi) ed ai campi elettrici che si generano nel computer ed influiscono in maniera determinante sul suono quando viene convertito da digitale ad analogico (l’uscita della scheda audio appunto).

Terretec DMX 6Fire

Continue Reading »

Published by lucalosvizzero on 31 Mar 2009

Installare programmi in k(U)buntu con Synaptic e GDebi

Ebbene si, lo ammetto, pur essendo un grande sostenitore di Kde per installare i programmi (pacchetti) utilizzo Synaptic. Il motivo poi è banale, Synaptic è: semplice, completo, la ricerca dei pacchetti è sempre precisa. Cioè l’esatto contrario di Adept (in Kde), che presto, non a caso, sarà sostituito da KpackageKit nella prossima versione di Kubuntu (9.04).

L’uso di Synaptic è di una banalità estrema: basta cercare il programma interessato, ad esempio Acrobat Reader (il pacchetto si chiama acroread), mettere la spunta su “marca per installazione” e poi dare “applica“. Tutto qui … Synaptic provvederà ad installare il nostro programma + tutti i pacchetti necessari per farlo funzionare (dipendenze).

Continue Reading »

Published by lucalosvizzero on 19 Oct 2007

Parlare male di zio Bill porta male!

war pc

La scorsa settimana avevo appena terminato un post per Doxaliber, il tema era (è) il perchè del mio avvicinamento a Linux. Inutile dire che ho sparato a zero su Zio Bill e su Windows Vista: non so se ha poteri telepatici o altro … comunque dopo pochi minuti è comparso un errore di sistema “ftdisk” (errore di lettura su un harddisk) che ha rappresentato l’inizio di una epopea.

Per farla breve sembrava una cosa semplice. Diagnosi: disco da 250Gb, 1 anno di vita, cotto. Invece ho smontato e rimontato più volte il pc, sostituito hardidisk, inserito nuovo controller SATA, effettuato vari test, reinstallato più volte i due sistemi operativi, aggiornato bios, driver,  …. insomma un tempo eterno per risolvere il problema. Si, era il disco ad essere cotto ma quello nuovo dava lo stesso errore: “misteri del magico mondo Bill”.

Nella foto potete notare il kit di pronto intervento. Per la cronaca il post per Doxa non l’ho ancora inviato (scaramanzia ???), ma lo farò molto presto…. spero

Published by lucalosvizzero on 10 Oct 2007

Dopo i Radiohead impazziscono anche i Nine Inch Nails

Oh yes oggi è il grande giorno, quello del download di In Rainbows dei Radiohead: attendo con ansia il link che mi permetterà di scaricare l’album e poi vi farò sapere.

L’idea comunque, quella di liberarsi dai contratti con le Major, pare sia piaciuta anche a Ian Brown (Stone Roses) e John Marr (Smith).

Ma la vera novità di oggi è che anche Trent Reznor (Nine Inch Nails) ha deciso di seguire l’esempio dei Radiohead (Vedi P.I.). Non so se si possa già parlare di rivoluzione del mercato discografico, ma una gran bella spallata è stata data. Chi vuole scommettere che ci saranno delle ripercussioni e non, come sarebbe logico pensare, delle contro offerte per gli artisti e per gli utenti?

Già mi immagino l’intervista fatta ad un “mostro sacro italico” (uno qualunque va bene, purchè sulla RAI) che chiamato in causa, magari mandato proprio apposta, scandisce le magiche parole: “non capisco questa voglia di libertà da parte di ’sti artisti … io faccio la musica che mi piace e questo mi basta”. Troppo cattivo?

Published by lucalosvizzero on 03 Oct 2007

Sono pazzi questi Radiohead

Immaginiamo un gruppo, anzi un super-gruppo, che ha terminato di registrare il nuovo album (agosto) ma ha rotto con la casa discografica (Emi): come fare per pubblicare il nuovo lavoro?

La via più logica (di mercato) è accasarsi con un’altra Major. Solo un pazzo deciderebbe di mettersi a vendere il disco per conto proprio, magari via internet, rinunciando alla “grande distribuzione” e alla pubblicità, andando contro il sistema, … o No?

Beh qualche pazzo in giro c’è e si chiama Thom Yorke. I Radiohead infatti hanno deciso di vendere In Rainbows - 2007 solo (almeno per il momento) attraverso il loro sito: dal 10 ottobre saranno disponibili i brani in download a pagamento e da dicembre  l’acquisto del CD. “Ragazzi avete fegato da vendere e se la cosa funziona sarete il primo super-gruppo a dimostrare che le Major (sottolineo Major e non Case Discografiche*) non sono così indispensabili”.

Non sottovalutate la portata di questo evento …. se pensate poi che il prezzo dei brani in download lo fate voi (libera offerta) … Io l’investimento l’ho fatto (5,0 £), spero solo che i brani non siano protetti da DRM, sarebbe una grande caduta di stile

Link: Radiohead

(*)  La musica può fare a meno della Dischord ?

Published by lucalosvizzero on 28 Sep 2007

Losvizzero Vs Università: 2-0

Come da titolo i due esami sono andati benone: i voti non sono stati il massimo ma l’importante  a questo  punto è finire. Il docente di storia dell’urbanistica è stato tenerissimo: “se vuole può ritornare a gennaio … è un peccato darle un 21″. Dell’altro (fisica tecnica) stenderei un velo pietoso: ho già defenestrato libri e dispense, cancellato il suo nome dalla memoria.  Meglio così, lo dico per il suo bene: spero che gli accidenti inviati non attecchiscano, normalmete quelli che lancio hanno una alta latenza ;-) Lixia ha assistito agli eventi, sembrava stesse partorendo: tenera, … come sempre.

Quota meno 2! Io e la mia socia universitaria, nonchè amica, Stefy siamo “cautamente fiduciosi”: ma il 2008 sarà l’anno buono?

In questo periodo di assenza forzata ho iniziato e cancellato decine di post, vedrò di recuperare il tempo perso. Intanto ho iniziato a lavorare su Linux box

Published by lucalosvizzero on 22 Aug 2007

Prossime uscite discografiche

Sono un pò deluso, si era parlato di agosto per l’ultimo dei Radiohead ed invece tutto tace, comunque continuo a tenere d’occhio il loro sito. Intanto vi propongo la lista dei prossimi dischi in uscita.

Published by lucalosvizzero on 08 Aug 2007

Mediocri e vincenti? No thanx, preferisco i maledetti

mighty mighty bosstones

Quelle che seguono sono riflessioni scaturite dall’ascolto dei Mighty Mighty Bosstones - Let’s Face - 1997.

Non so succede anche a voi ma la musica nuova che ascolto svanisce rapidamente dalla mia testa, e lascia il posto ad altra musica che svanisce anch’essa in maniera altrettanto rapida. Sarà l’abbuffata di musica che permette internet? Mancanza di cose realmente nuove? L’idea che mi stà solleticando di più è che siamo circondati da bravi artisti ma nulla più, dei mediocri insomma. Gente che pubblica qualche disco facile da ascoltare, magari zeppo di citazioni (”ah si questo mi ricorda tizio”, “sono gli anni ‘80″), vivacchia sui 3 mesi di boom dell’uscita, raccoglie anche un buon successo, poi tutto tace sino al prossimo. Non mi interessa addentrarmi nei nomi, piuttosto sottolineare che a questi “artisti” se ne affiancano altri, caduti in disgrazia per qualche disco “così così”: i maledetti dalla loro stessa bravura. Sono quelli perseguitati dal continuo confronto con il grande disco realizzato anni prima.

E’ il caso dei Mighty Mighty Bosstones e Let’s Face (1997), il capolavoro, l’apice della produzione per questa ska-punk band di Boston. Il confronto con le produzioni successive è pesante ma ora non sono più sicuro che siano cose così mediocri come pensavo, semplicemente è Let’s face ad essere stupendo, quindi difficile da eguagliare. Di Let’s face ricordo ogni nota, ogni fraseggio, il tutto è ben stampato nella mia memoria, mi piace, mi fa muovere, mi fa alzare il volume. Beh allora viva i maledetti!

Qualche nota: la storia dei Mighty Mighty Bosstones la potete trovare qui ed ha inizio con il distacco di Joe Gittleman dai mitici Gang Green di Chris Doherty.

Che dire di Let’s face? Beh è un disco solare, riesce a fondere la potenza del punk-metal con l’energia travolgente dello ska (velocizzato per tre), il tutto annegato nella spumeggiante sezione dei fiati. Ogni brano è un potenziale singolo da classifica, quindi inutile sottolinearne qualcuno

Published by lucalosvizzero on 22 Jul 2007

Non sparate sul jazzista, anche se …

keith

Ma avete sentito cosa ha combinato Mr Keith Jarrett a Umbria Jazz (11/07/2007)? Per chi non lo sapesse stiamo parlando del miglior pianista jazz in circolazione, una vera e propria star e come tutte le star ha le sue manie. Una di queste è quella di non sopportare macchine fotografiche e flash, il pubblico di Perugia era stato avvertito dall’organizzazione, ma durante il concerto qualcuno non ha resistito alla tentazione e Keith sospende l’esibizione ammonendo il pubblico “ancora uno e ce ne andiamo “, aggiungendo però … “dannata città”. Il concerto prosegue (gran bella esibizione si dice) ma al momento dei bis la band se ne va (direzione Costa Azzurra, è l’unico posto in cui “riesce” a dormire quando è in Europa) e la gente si infuria, quelle ultime parole mal dette diventano un insulto: fine del feeling fra Umbria jazz e Keith Jarrett, il patron dell’organizzazione Carlo Pagnotta dice “non lo inviteremo più”.

Il fatto è increscioso ma non ci si deve stupire, la radice del problema è l’ingaggio dato agli artisti come Jarrett, sempre crescente, sempre più ingiustificato, che ha come controindicazioni da una parte di far credere ad un uomo di essere un Dio in terra e dall’altra di rendere il jazz una musica per eletti, ovvero per ignoranti dal portafoglio gonfio. Non è un problema nuovo e ne avevo già parlato qualche tempo fa in un post: Non sparate sul jazzista

foto by Milestones