Mercoledì con i due capi e Miki (una collega) avevamo in programma una lunga trasferta vicino a Firenze: il sopraluogo per un lavoro, doveva essere la solita routine.
Sulla A12 all’altezza di Lido di Camaiore accade l’imprevedibile: il sole è molto basso e abbaglia, Guido è alla guida, con un gesto quasi automatico pulisce il vetro che non permette una buona visibilità, in una frazione di secondo investiamo in pieno un furgone ed una auto, ferme sulla carreggiata per un precedente incidente (non segnalato).
L’impatto è molto violento ma siamo tutti salvi, anche se molto acciaccati.
Qualcuno la chiama fortuna io dico che siamo stati ben protetti dall’alto. Lassù ho più di qualche persona che mi vuole bene e me ne sono reso conto ancora una volta di più (very thanx).
Spesso prego, a modo mio, e quella mattina il primo pensiero appena svegliato era proprio rivolto a loro: “Ehi adesso che le cose stanno andando proprio bene mi raccomando fatemi tornare …“
Chi ha avuto la peggio è Guido con una cinquantina di punti in faccia, varie escoriazioni, un paio di costole rotte. Miki se l’è cavata con un colpo di frusta ed un trauma toracico, mentre Franco praticamente ne è uscito illeso, come gli altri nei mezzi coinvolti.
Per me la rottura dello sterno, trauma toracico dovuta alle cinture di sicurezza, che metto sempre, anche quando sono dietro come in questo caso, e mi hanno salvato da chissà quali conseguenze: ero totalmente rilassato e non mi sono accorto di nulla.
Un ringraziamento va poi al personale del Pronto Soccorso di Lido di Camaiore: gentili, disponibili, professionali, cauti. Se penso alle volte che ho avuto a che fare con il Pronto Soccorso della mia città (Asti), credetemi che mi sale una rabbia ….
