Published by lucalosvizzero on 22 Jul 2007
Non sparate sul jazzista, anche se …

Ma avete sentito cosa ha combinato Mr Keith Jarrett a Umbria Jazz (11/07/2007)? Per chi non lo sapesse stiamo parlando del miglior pianista jazz in circolazione, una vera e propria star e come tutte le star ha le sue manie. Una di queste è quella di non sopportare macchine fotografiche e flash, il pubblico di Perugia era stato avvertito dall’organizzazione, ma durante il concerto qualcuno non ha resistito alla tentazione e Keith sospende l’esibizione ammonendo il pubblico “ancora uno e ce ne andiamo “, aggiungendo però … “dannata città”. Il concerto prosegue (gran bella esibizione si dice) ma al momento dei bis la band se ne va (direzione Costa Azzurra, è l’unico posto in cui “riesce” a dormire quando è in Europa) e la gente si infuria, quelle ultime parole mal dette diventano un insulto: fine del feeling fra Umbria jazz e Keith Jarrett, il patron dell’organizzazione Carlo Pagnotta dice “non lo inviteremo più”.
Il fatto è increscioso ma non ci si deve stupire, la radice del problema è l’ingaggio dato agli artisti come Jarrett, sempre crescente, sempre più ingiustificato, che ha come controindicazioni da una parte di far credere ad un uomo di essere un Dio in terra e dall’altra di rendere il jazz una musica per eletti, ovvero per ignoranti dal portafoglio gonfio. Non è un problema nuovo e ne avevo già parlato qualche tempo fa in un post: Non sparate sul jazzista
foto by Milestones
